Comunicato Stampa02 - Comitato Garanzie Diritti Identità Digitale

CGDID
Comitato Garanzie Diritti Identità Digitale
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       COMUNICATO STAMPA
Identità digitale: AgID riconosce profili di non conformità in una procedura di rilascio di CNS/firme digitali. Il CGDID chiede chiarezza sulle tutele del cittadino

 
Il Comitato per la Garanzia dei Diritti dell’Identità Digitale: “Quando una procedura di rilascio presenta profili di non conformità, deve essere chiaro quali strumenti di tutela vengano attivati. Il singolo cittadino non può valere meno di una criticità sistemica”.
AgID ha riconosciuto, in un recente riscontro ufficiale, la presenza di “profili di non conformità” in una procedura di rilascio di CNS/firme digitali.

La vicenda riguarda l’emissione, nel 2008, di due CNS/firme digitali intestate a due cittadini, sulla base di una richiesta per procura e in assenza della firma autografa dei titolari che non le avevano mai richieste. Secondo quanto riportato nel riscontro, l’Agenzia per l’Italia Digitale ha rilevato “profili di non conformità della procedura seguita rispetto alle garanzie previste per il rilascio degli strumenti in questione”.

Nel medesimo riscontro, tuttavia, AgID ha ritenuto di non ravvisare, allo stato, i presupposti per l’avvio di iniziative procedimentali nei confronti del gestore, considerando i fatti risalenti, puntuali, circoscritti e non indicativi di criticità sistemiche attuali o di perduranti carenze nei processi di rilascio.
Per il CGDID, questo passaggio richiede un chiarimento pubblico. Una CNS/firma digitale non è una semplice pratica amministrativa: è uno strumento personale di identificazione, autenticazione e sottoscrizione, capace di produrre effetti sulla sfera giuridica, patrimoniale e civile del cittadino. Se una procedura presenta profili di non conformità, occorre chiarire quale tutela concreta spetti alla persona coinvolta.

Vi è inoltre un ulteriore profilo di interesse pubblico. In precedenti dichiarazioni pubbliche, l’ente emettitore aveva affermato il pieno rispetto della legge e l’assoluta legittimità delle procedure utilizzate per il rilascio della firma digitale, definendo la firma digitale correttamente rilasciata e le contestazioni dei cittadini false e prive di fondamento. Il successivo riconoscimento, da parte di AgID, di “profili di non conformità” rende necessario un chiarimento sulla compatibilità tra quella rappresentazione pubblica e la valutazione successivamente espressa dall’Autorità di vigilanza.

Il Comitato non intende sostituirsi ai giudici, né attribuire responsabilità civili o penali fuori dalle sedi competenti. Chiede però che venga chiarito quale risposta amministrativa e istituzionale venga assicurata quando l’Autorità di vigilanza riconosce profili di non conformità in una procedura che riguarda l’identità digitale di una persona, ma ritiene di non intervenire perché il caso non evidenzia criticità sistemiche attuali.

L’attuale trasformazione digitale non può essere valutata soltanto dai grandi numeri di identità rilasciate, certificati attivati o servizi digitalizzati. Deve essere valutata anche nel singolo caso in cui qualcosa non funziona, perché per il cittadino coinvolto quel caso non è “puntuale”: è la sua identità, è la sua firma, è la sua vita civile, economica e personale.

Per questo motivo, il CGDID chiede ad AgID un chiarimento pubblico: quando vengono riconosciuti profili di non conformità nella procedura di rilascio di strumenti personali di identità e firma digitale, quale tutela concreta resta al cittadino coinvolto?

Il Comitato ritiene urgente aprire un dibattito pubblico, tecnico e istituzionale sulla sicurezza dell’identità digitale, sul rispetto delle garanzie di rilascio e sulla necessità che la transizione digitale sia costruita intorno alla persona e alla tutela dei propri diritti digitali, non intorno alla sola efficienza dei sistemi.

Silvia Manteiga Pousa
Presidente del Comitato CGDID
Comitato Garanzie Diritti Identità Digitale
Contatti stampa:
ufficiostampa@cgdid.org

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